PaaS, SaaS e IaaS: quale modello scegliere per servizi cloud e perché

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AQuest
13 aprile 2021

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Affidarsi ai grandi provider per la gestione delle risorse informatiche aziendali è la scelta più comune per semplificare le attività e al tempo stesso sgravarsi da oneri quali la sicurezza dell’infrastruttura IT.

Tuttavia, in termini di produttività e operatività, l’azienda stessa potrebbe necessitare di un controllo maggiore delle risorse stesse (ad esempio per consentire a chi di dovere di accedere al gestionale aziendale anche in Smart Working).

Ne consegue che la scelta tra servizi di cloud computing PaaS, SaaS e IaaS è tutt’altro che scontata e deve tener conto delle necessità organizzative e dei processi aziendali.

PaaS, SaaS, IaaS: la struttura piramidale dei servizi cloud

Queste 3 soluzioni possono essere considerate come 3 livelli di astrazione distinti di un’infrastruttura IT in cloud che, dal punto di vista dell’utente finale, vanno dal semplice uso di applicazioni fino alla gestione di risorse hardware virtualizzate e disponibili in più datacenter.

Sempre in ottica utilizzatore, i servizi IaaS incorporano anche quelli PaaS, che a loro volta inglobano i SaaS. L’utilità di indirizzarsi su un livello piuttosto che su un altro dipende quindi dalle esigenze specifiche dell’azienda, dal grado di responsabilità che si vuole demandare al provider e dagli obiettivi di ottimizzazione economica.

Differenze tra PaaS, SaaS e IaaS

SaaS: Software as a Service

Il Software as a Service rappresenta la punta della piramide; quella che offre all’utente finale un servizio chiavi in mano rappresentato dall’uso di applicativi cloud accessibili da qualsiasi dispositivo (anche mobile) tramite un’interfaccia client semplice ed intuitiva.

Non richiede alcun tipo di gestione dell’infrastruttura in quanto di competenza esclusiva del provider che ne garantisce anche la sicurezza.

L’esempio classico è dato dai servizi Microsoft 365 comunemente presenti nei devices aziendali. L’utente può utilizzare le e-mail di Exchange Online, le applicazioni del mondo Office, i files di SharePoint, la collaborazione di Teams, la gestione delle identità di Azure Active Directory, tutto comodamente da un browser.

IaaS: Infrastructure as a Service

Facciamo un salto e passiamo direttamente alla base della piramide: l’Infrastructure as a Service. A questo livello di servizio il provider mette a disposizione dell’utente un hardware virtuale affidabile e scalabile automaticamente, completo di CPU, RAM, schede di rete e spazio di archiviazione, connettività mentre la gestione fisica resta a carico dal provider.

Questo tipo di soluzione è già uno standard consolidato, in uso ad amministratori di sistema o sistemisti, in quanto chiamati a gestire (e tutelare) grandi quantità di dati e ad attivare opportune soluzioni di business continuity.

PaaS: Platform as a Service

Il Platform as a Service è il livello intermedio, quello che si sposa meglio con le esigenze della maggior parte delle aziende (soprattutto in ambito development). Al provider compete sempre la gestione e la sicurezza dell’infrastruttura hardware, mentre l’utilizzatore può disporre di piattaforme online per il deployment di dati, servizi web e applicazioni.

Il PaaS è anche il livello di astrazione grazie al quale, unitamente ad una piattaforma IaaS, si concretizza la virtualizzazione moderna dei desktop aziendali: tutti i desktop dell’organizzazione aziendale sono pubblicati sia in un data center su cloud e resi disponibili sui dispositivi endpoint. In questo modo tutti gli utilizzatori all’interno dell’organizzazione possono accedere in modo sicuro alle risorse aziendali in qualunque momento e anche a distanza (scelta ideale per garantire uno smart working vincente).

Un esempio perfetto di servizio PaaS unito ad un servizio IaaS è Windows Virtual Desktop. Una moderna piattaforma ibrida dove la parte di landing, autenticazione, gestione degli utenti nonché di bilanciamento delle risorse e scalabilità è in PaaS quindi gestita e a cura di Microsoft. La parte di Virtual Machine client risulterà invece un potente e flessibile ambiente IaaS da gestire. I principali benefici derivanti sono:

  • Possibilità di sfruttare il consolidato ambiente Windows 10 client in modalità multi-session per consolidare più utenti sulla stessa macchina virtuale con una significativa riduzione dei costi
  • Integrazione ottimizzata con l’ecosistema Microsoft 365 all’interno della stessa piattaforma virtuale
  • Sinergia con le tecnologie cloud per creare istanze e scalarle in tempi rapidi sulla base del carico di lavoro interno all’organizzazione
  • Erogazione di applicazioni moderne grazie ai servizi RDS e Remote App di Windows Server.

 

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